
Libertà e limiti: qual è il giusto equilibrio?
A cura di Dott.ssa Martina Pinaroli, Pedagogista, Formatrice ed Educatrice
Unicità e complessità dell’esperienza educativa
Non esistono formule assolute per stabilire con esattezza quando un bambino o una bambina debba essere lasciato libero/a di sperimentare e quando, invece, l’adulto debba intervenire. Ognuno ha una storia unica e irripetibile, un percorso che non può essere conformato a regole universali: la pedagogia ci insegna che apprendimento e sviluppo non sono processi lineari, ma intrecci di esperienze, emozioni e relazioni. Per questo motivo, non possiamo applicare rigide ricette educative, ma dobbiamo affidarci a un’attenta lettura dei loro segnali e delle loro necessità.
Maria Montessori parlava di "mente assorbente", sottolineando come nei primi anni di vita i bambini e le bambine costruiscano il proprio sapere attraverso il fare. Lev Vygotskij, con la sua teoria della "zona di sviluppo prossimale", ci ricorda che le sfide nuove possono essere affrontate solo con il giusto supporto da parte di un adulto. La vera sfida per educatori e genitori è quindi trovare l’equilibrio tra lasciar fare e intervenire, tra libertà e guida, tra autonomia e sicurezza.
L’adulto e la scelta del "lasciar fare"
Nella società contemporanea, sempre più frenetica e strutturata attorno a ritmi adultocentrici, è difficile concedere ai bambini e alle bambine il tempo e lo spazio per sperimentare. Le città non sono pensate per loro, le giornate scorrono tra impegni e scadenze, e spesso il desiderio di protezione da parte degli adulti si traduce in una grande tendenza ad intervenire. Quante volte vediamo genitori accorrere al primo segno di difficoltà, allacciare le scarpe prima ancora che il bambino o la bambina abbia provato, impedire che si arrampichi su un gioco per paura che cada?
Questi comportamenti da parte di genitori e caregiver sono del tutto normali e pensati come gesti d’amore, forse anche il risultato di offrire un aiuto ed una base sicura che in molte occasioni avrebbero voluto per loro stessi.
Tuttavia, bambini e bambine hanno bisogno di incontrare ostacoli e piccoli rischi per sviluppare fiducia nelle proprie capacità. Ma come trovare la giusta via di mezzo? Per esempio, se un bambino vuole provare a salire su una struttura da gioco, l’adulto può restare vicino senza impedirglielo, pronto a intervenire solo se necessario. Questo non significa abbandonarli, ma dare loro la possibilità di comprendere fino a dove possono arrivare con le proprie forze. La libertà di sperimentare, entro limiti di sicurezza adeguati, è la base di un apprendimento autentico e duraturo.
Il valore del fare da soli e da sole
I bambini e le bambine costruiscono il loro sapere attraverso l’esperienza diretta, dunque ogni volta che un adulto anticipa un’azione, priva il bambino o la bambina di un’opportunità di apprendimento. La pedagogia esperienziale ci insegna che solo toccando, provando, sbagliando e riprovando si sviluppano competenze reali. Un bambino o una bambina che versa l’acqua da una brocca e la rovescia non sta solo imparando a compiere un’azione, ma sta acquisendo coordinazione, controllo dei movimenti, percezione dello spazio. Se l’adulto si affretta a intervenire ogni volta che si sporca o sbaglia, il bambino o la bambina rischia di sentirsi inadeguato e di perdere fiducia nelle proprie capacità.
Le neuroscienze hanno dimostrato che il cervello dei bambini e delle bambine è altamente plastico: le esperienze dirette rafforzano le connessioni neuronali e favoriscono l’apprendimento. Come afferma lo studioso John Medina, autore di Brain Rules for Baby, l’esperienza attiva è il miglior stimolo per lo sviluppo cognitivo. "Fare da soli e da sole" non significa lasciare i bambini privi di guida, ma offrire un contesto che permetta loro di esercitare le proprie capacità in sicurezza. Se un bambino o una bambina piccolo o piccola vuole vestirsi da solo o da sola, possiamo aiutarlo/a scegliendo vestiti semplici da indossare e poi gradualmente aumentarne la complessità. In questo modo, sosteniamo la loro autonomia senza sostituirci a loro.
Fiducia e autoefficacia: le basi per crescere
La chiave per un corretto sviluppo dell’autonomia è la costruzione di un legame di fiducia. I bambini e le bambine devono sapere che possono provare, sbagliare e riprovare, con la certezza che l’adulto è una base sicura su cui contare. Questa consapevolezza è essenziale per lo sviluppo del senso di autoefficacia, ovvero la percezione di essere capaci di affrontare sfide e raggiungere obiettivi. Un bambino/a che cresce sapendo che l’adulto è presente ma non invadente svilupperà maggiore sicurezza in sé e sarà più incline ad affrontare nuove esperienze con curiosità anziché con paura.
Costruire questa sicurezza richiede tempo e coerenza: significa riconoscere e valorizzare gli sforzi, piuttosto che solo il risultato finale. Se un bambino cerca di infilarsi le scarpe e non riesce, possiamo incoraggiarlo dicendo: "Vedo che ci stai provando con impegno" oppure "Ti lascio fare da solo/a perchè so che ce la puoi fare e se hai bisogno, sono qui per te." Questo atteggiamento non solo rafforza la fiducia, ma insegna loro che la perseveranza porta all’apprendimento.
Dare fiducia ai bambini e alle bambine è il modo per far sì che anche loro sviluppino fiducia in sé stessi e in sé stesse. Se un adulto trasmette il messaggio che crede nelle loro capacità, i più piccoli interiorizzeranno questa sicurezza e saranno più propensi e propense a mettersi alla prova. Come diceva Johann Wolfgang von Goethe: "Tratta una persona per ciò che è, e rimarrà ciò che è. Trattala per ciò che può diventare, e diventerà ciò che può essere."
Buona fortuna nel vostro cammino educativo: ogni piccolo passo verso l’autonomia è un grande passo verso la crescita!